"La raccolta di alcune mie Poesie, scritte col Cuore"

sabato 16 dicembre 2023

“L’amicizia, un sentimento unico”

 Ci sono momenti, giorni, che sono diversi da tutti gli altri, ma l’amicizia quella vera resta identica…

Vi sto per raccontare delle storie che hanno dell’incredibile, piene di suspense, e che vi faranno vivere un istante magico.
Delle amiche vi si erano perse di vista da un po' di anni, ma il fato li fece riunire dopo anni, in un luogo meraviglioso, quale essere il dolce odore del mare,
si abbracciano così forte da non riuscire quasi a respirare, ma il loro era un grande e unico amore, si, l’amore dell’amicizia, quella vera, sincera e senza sotterfugio.
Sedute a formare un cerchio, con gambe incrociate come se fossero delle splendide guerriere, belle come l’estate!
Iniziarono a raccontarsi le loro avventure
accadute…
Lea alzandosi in piedi e con gli occhi lucidi iniziò a enunciare …
Amiche io sto vivendo un momento triste,
nulla di disperato, ma io sto soffrendo tanto, anche se continuo a ripetermi che non m’importa…
Così le amiche con le lacrime agli occhi dissero; dai continua Lea non puoi lasciarci con il pensiero di qualcosa di brutto…
Lea inizia a dire, facendo un grande respiro.
Amiche mie, in una sera di primavera, ho litigato brutalmente con mia sorella, lei che consideravo ciò di più bello una persona possa avere accanto, e invece vi si è rivelata una mia spina nel fianco.
Ma dai non ci crediamo, eravate così unite,
ora ci racconti dall’inizio non lasciarci così sospettosi.
D’accordo proferì Lea,
quella sera Marica era triste e sola, io sapevo che stava attraversando un momento difficile, infatti l’ho sempre sostenuta e supportata, l’ho sempre fatto con amore perché come vi ho già detto, lei era molto importante.
Sapete amiche mie a volte i propri pensieri brutti bisogna tenerli per sé, senza esternarli, in quel momento ci si fa solo del male alle persone che amiamo, perché non tutti riescono ad afferrare, me compresa, però vi dico che nel momento, la quale ti vengano lanciate delle offese, beh ci si diventa un’altra persona, dimenticandoti anche di avere una sorella.
Ok ma dai disse Dania, cos’è successo?
Quella sera Marica iniziò a inveire contro me e i miei genitori, senza lasciare a noi il modo di parlare e confrontarci, sbattendo la porta andò via senza altre spiegazioni,
io da quel momento non l’ho più vista n’e sentita,
so che vive da sola, non esce più… E questa cosa mi angustia parecchio saperla in questa situazione, ma sono anche molto amareggiata dal suo atteggiamento, e per il momento non riesco a dimenticare!
Alche la più “anziana e saggia” del gruppo, la bella Marisa, le si avvicinò e abbracciandola le disse; dimentica tutto ciò di brutto che ti ha detto, ne sono certa che non lo ha mai pensato, ma era un periodo così goffo che lei ha trovato una via d’uscita allontanandosi da voi tutti pur amandovi tanto!
Ragazze
Purtroppo, la vita a volte ci mette in un bivio e per forza di cose dobbiamo prediligere, ma stai tranquilla tutto si sistemerà, perché a tutto ce un rimedio tranne che alla morte, ed è un peccato stare male così.
Hai ragione rispose Lea, Marisa sei fantastica grazie del consiglio, ma per ora non me la sento di farle anche solo una telefonata.
D’accordo ribatté Marisa ora lascia stare, fai trascorrere del tempo e tutto tornerà come prima, vedrai andrà tutto a posto.
Sarebbe bello continuò a parlare Marisa; se quando tutti noi avessimo un problema ne parlassimo con chi ci fidiamo invece di chiuderci a riccio, non ci sarebbero litigi, ma solo tanto equilibrio.
Così tutte le amiche in coro dissero; vi auguriamo il meglio, che possiate amarvi più di prima!
Lei la bellissima Lea si commosse e abbracciando una a una disse un grazie dal profondo del cuore.
Nel momento che la Splendida Lea si sedette, vi si alzò in piedi lei la palestrata, colei che è attenta a qualsiasi cibo, fantasticamente bella, simpatica, gioiosa, insomma un’amica che tutti dovrebbero avere…
Con quella sua voce e risata che, anche se sei di spalle tu dici tra te, e lei, è la dolce Mirella colei che non pensa mai male di nessuno, quella che ha una bontà incredibile…
Ragazze voglio raccontarvi la mia disavventura quello che mi è accaduto è un po’ forte quindi, preparate i fazzoletti, e lo disse ridendo come sempre faceva anche nel raccontarci una situazione così come la definiva lei …
Iniziò a raccontarsi alzandosi in piedi e mettendosi al centro del gruppo, come facevano i bimbi quando dovevano recitare la poesia ai Nonni.
Che dirvi questa ragazza è un’eterna fanciulla…
Udite bene care mie,
e lo fece gioendo di gusto…
Ma dai racconta dissero in coro le amiche.
Una sera di fine estate ero uscita dalla palestra, per recarmi a casa, ovviamente a piedi, mentre incedevo nelle vie un po’ buie della mia città all’improvviso un uomo incappucciato mi prese da dietro le spalle, io non capivo più nulla, la mia mente non riusciva a connettere, sapete ragazze, io so cosa state pensando in questo istante, “se mi fossi trovata io in quel momento…”
E già quante volte ti poni questa domanda quando ascolti il racconto di un’altra.
Ma quando sei tu in prima persona beh io non riuscivo a congiungere nulla…
L’incappucciato mi stringeva così forte da farmi respirare male, basta, basta, le urlai contro, cosa vuoi?
E lui mi disse; non avere paura, voglio solo conoscerti, io ovviamente ero di spalle, le risposi se mi tieni così non potrai mai conoscermi, e usci quella bellissima risata che solo lei ha, okay, okay, sussurrò lasciandomi libera…
Io sono Andrea, ti vedo tutte le sere che esci dalla palestra, ma non ho mai avuto il coraggio di chiederti di prendere un caffè assieme… Ragazze in quell’istante giuro, mi sono ripresa la consapevolezza di ciò che potessi fare, e dritto due destri nella pancia, ma su dai chi mi può trattenere? Non ho paura di nessuno e di conseguenza cazzotti meritati…
Continuava a ridere coinvolgendo tutte le amiche.
Vi dico che un istante e le ho sfilato il cappuccio ed era pure bello, e vi confesso che quel caffè poi ci siamo andati assieme a berlo, guardando le amiche in attesa di un lieto fine
disse
lui è divenuto l’uomo della mia vita, e continuando a ridere disse; ci siamo sposati, e viviamo una splendida storia d’amore in sintonia!
Tutte le amiche incredule del suo racconto la strinsero dandogli tanti auguri di felicità…
La vita non è tutto come sembra, a volte ci si camuffa proprio per paura di rischiare, e lui in quel momento col cappuccio ci si sentiva forte, e sicuro di poter affrontare quella giovane donna che tanto ammirava,
il coraggio
che non sempre si ha, ma che a volte bisogna tirare fuori, se si desidera qualcosa di così bello!
La nostra splendida Mirella, che sedendosi disse
vi voglio bene, voi che mi confortate sempre, e che mi siete accanto anche quando siamo lontane, e lo fece
con i lucciconi agli occhi!
Nel medesimo momento che Mirella vi si accingeva a risedersi tulle le altre la strinsero a sé, facendole capire di essere contente per un’avventura così meravigliosamente bella,
quella della felicità, dell’amore!
E lei con la sua splendida risata le abbracciò tutte ribadendo di essere tanto felice!
Nel mentre si preparava ad alzarsi lei Sole, un’affascinante ragazza dallo sguardo dolce, con una spiccata sensibilità, e quella voglia di aiutare e far stare bene sempre tutti…
Ragazze io ho vissuto un momento malinconico, qualcosa che mancava nella mia vita, un pezzettino di cuore,
oramai non immaginavo più di provare, di vivere,
e questa era la mia paura più grande da non farmi vivere serenamente.
Desideravo tanto un figlio, da amare,
fantasticavo quanto sarebbe stato bello, averlo tra le braccia, stringerlo a me, cantarle la ninna nanna, nutrirlo,
erano tutte silente, nessuno che pronunciasse nulla, erano tutte prese dal bellissimo racconto di Sole,
ma nulla amiche, passavano i giorni gli anni, e io non mi arrendevo, sentivo che un giorno sarei diventata Mamma,
e difatti,
lo potete vedere tutti quanto sia felice assieme al mio bellissimo ometto.
Ricordo tutto come se fosse stato ieri,
quella mattina di dicembre realizzai il test, sapete di quelli che si acquistano in farmacia, avevo tre mesi di ritardo,
be ragazze mie tra le lacrime non ci vedevo bene, dai tratti sembrava ne fosse uscita una sola di linea, e così lo presi e lo cestinai… Dopo attimi ci ripensai e leggendo per bene le istruzioni, diceva che, se fosse stato positivo l’altra linea sarebbe dovuta essere leggera, quasi invisibile, in quel momento capì cosa fosse la felicità!
Qualcosa d'impossibile da spiegare,
e quando tornò a casa mio marito mi trovò con delle scarpine bianche tra le mani, e le enunciai auguri diventerai un fantastico Papà…
Ricordo la sua incredulità, mi disse ma Sole che dici?
E io che ero al massimo della gioia lo abbracciai e le sussurrai queste frasi la felicità amore mio, l’ho ritrovata e riportata a casa, quella piccola particella che era volata via da noi,
solo per lui volerò oltre le nuvole, sfiderò le avversità e in silenzio brillerò come un diamante.
Perché tu mi starai accanto, sempre!
Questa è la mia felicità mio figlio ciò di più bello possa esistere, continuò con gli occhi pieni di lacrime,
ricordo la mia prima ecografia, era bellissimo saltava come un grillo e piansi per tutto il tempo!
Il giorno del parto ero così emozionata da non avvertire quasi alcun dolore,
e poi la nascita, sapete ragazze il mio piccolo amore non pianse, l’ostetrica, la bellissima è dolcissima Mimma, lo poggiò sul mio seno, e il mio piccolo amore alzò lo sguardo e mi sorrise, come a dire ciao mammina ora saremo sempre insieme.
Un’emozione così grande da pensare di non meritarlo…
Ragazze sperate sempre continuò
mai mollare, avere speranza perché senza di essa tutto morirebbe.
Davvero toccante ascoltare Sole mentre
Raccontava il suo vissuto che nessuno
Emetteva alcun suono.
Le amiche che piangevano e incredule della bellissima storia che aveva raccontato, strinsero a sé Sole e il piccolino che le volevano un bene dell’anima, lo avevano visto nascere!
E così Sole con le lacrime e la voce piangente
Si sedette abbracciando il suo amore, la sua felicità!
Cos’è l’amicizia?
E un sentimento reale, vero, meraviglioso, oserei dire magico, quel confidarsi, quello stringersi in un abbraccio da restare per ore a sentire quel calore, un’emozione unica,
quel potersi confidare senza aspettarsi nulla in cambio, ma solamente un caloroso abbraccio!
Autrice del testo: Antonella Miceli 💖
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Tutte le re

“Solitudine”

 Mercoledì 13 dicembre in un pomeriggio ventoso,

ero con una mia amica, quando a un tratto una simpatica nonnina

vi si avvicina, e con garbo e gentilezza ci rivolge una domanda,
un attimo e la vita vissuta di questa nonnina dal bellissimo nome quale essere Lucia mi sembra di averla vissuta assieme a lei.
Un sorriso pazzesco, oserei dire coinvolgente,
lei con cappellino color panna, cappotto grigio sciarpa piegata e poggiata sulla sua borsetta,
una nonna molto elegante, curata, è socievole
la domanda era un escamotage per chiacchierare con noi che eravamo lì ad attendere i nostri bimbi,
lei che viveva un’amara solitudine, di quelle che nessuno dovrebbe assaggiare…
Un tratto e nonna Lucia racconta di essere rimasta vedova da giovanissima, e di aver cresciuto quattro figli piccolissimi da sola,
udendo questo suo raccontare non potevamo non farle i complimenti, non è semplice, lavorare, essere presente, e darle ad ognuno lo studio giusto.
Ma il lamento più grande che nonna Lucia ribadiva era la solitudine, quella brutta bestia,
certo ci sono due tipi di solitudine, io ad esempio la amo alla follia, mi rilasso, riesco a scrivere, a concentrarmi, ma so che poi la casa non sarà silente, e allora quegli attimi di solitudine me li godo tutti,
ma lei era triste mentre si raccontava e la mancanza più grande per lei era proprio quest’ultima…
So che l’età ad una donna non la si chiede, ma io ero curiosa e ammiravo quel suo modo di affrontare la vita, mi rispose sorridendo riferendo di essere del 1934, io rimasi esterrefatta,
non sapevo più cosa dirle, restai incantata, onorata di conversare con una persona che ne aveva passate tante nella vita e ancora ricordava tutto del suo vissuto in modo corretto e autonomo.
La solitudine vi si era fermata nella sua di casa,
Colei che bussa alla sera quando tutte le porte, le finestre, si chiudono senza lasciare scampo senza riuscire a udire anche una sola sillaba, quando Il sole tramonta graffiando quella poca anima oramai rimasta sola…
Lasciando solo i ricordi di una vita passata,
racchiusi in una gabbia con la speranza che qualcuno un giorno li ritrovi,
e nel mistero si scompare senza lasciare alcuna traccia.
Questa è colei che toglie il respiro, quella voglia di vivere,
ma per nonna Lucia è stata una freccia nel cuore, perché le ha tolto tutto, tranne quel bellissimo sorriso.
Mentre ci salutava perché andava via, sorridendo ci disse; vi voglio bene ragazze!
Un’emozione esserle stata vicino anche solo per poco!
Tornata a casa mentre lo raccontavo a mio marito mi affiorò che quel giorno era Santa Lucia, non so se ci sono connessioni ma mi piace pensarlo!
Spero di non avervi tediato, grazie dell'attenzione.
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Testo a cura di: Antonella Miceli
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Foto dal web
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